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Abbiamo nostalgia dei cellulari di una volta?

Cellulari

Nella nostra vita sempre connessa, ormai parliamo solo di smartphone, smartphone, smartphone. Ma non è sempre stato così. C’era un tempo in cui i nostri cellulari non si rompevano se per caso ci cadevano di tasca; un tempo in cui facevano poco (chiamate, messaggi, al massimo una partita a Snake) ma lo facevano bene; un tempo in cui non bisognava caricarli tre volte al giorno, ma al massimo una volta a settimana.

Strano a dirsi— oppure no— la schiera di persone che hanno nostalgia dei cellulari di una volta comincia a farsi sempre più nutrita. 

Anzi, pare che le compagnie che producevano questi gioielli perduti, negli ultimi anni abbiano dovuto tirarli fuori dai magazzini per soddisfare una domanda inaspettata. Di conseguenza, alcuni dei modelli più ricercati di Ericsson, Motorola e Nokia vengono venduti anche a 800-1000 euro. 

Accanto all’effetto nostalgia— e all’hipsterismo di quelli che pensano che avere un phone senza internet e notifiche sia roba sofisticata— a far crescere le vendite di questi cellulari di una volta è anche l’aumento della popolazione anziana, che il cellulare lo usa poco e per far poco, e trova più conveniente servirsi di “mattoni” con tasti grossi e leggibili, e senza troppi fronzoli. 

Il trend sta un po’ confondendo i fabbricanti di telefoni — che avevano appena finito di fermare la produzione di questi dispositivi meno avanzati, e se ne stavano sbarazzando— e potrebbe portare addirittura al grande ritorno della Nokia , la compagnia Finlandese che creò l’immortale 3310, ma che non rilascia un nuovo modello di cellulare dal lontano 2012.  Ma più in generale la nostalgia sta ripercuotendo anche su come le grandi compagnie produttrici stanno progettando i loro smartphone. Basti dare un’occhiata alle novità presentate all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona per accorgersi di come tutti grandi brand— salvo la Apple, con il suo iPhone, e in misura minore la Samsung— hanno smesso di puntare sempre e soltanto sul software e sulle app, per concentrarsi invece su elementi più “retrò.” Parliamo, per esempio, di una batteria più duratura, spazio per più sim card, e cover subacquee e super-resistenti.

Basterà, o i veri, originali cellulari del tempo che fu saranno sempre imbattibili?

Difficile a dirsi. Un punto a favore dei cellulari vecchi potrebbe essere la storia di Carl Giffordun uomo della Nuova Zelanda che, grazie al suo cellulare retrò — che si apriva a conchiglia, come uno StarTAC— potrebbe essersi salvato da morte per asfissia. Usando ll telefono aperto per coprirsi completamente naso e bocca, infatti, Gifford è riuscito a fuggire da un incendio senza inalare fumi pericoli. In questo caso, una telefonata— con un cellulare vecchio stile— ha davvero salvato una vita.

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Il team di porta Portese.

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